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Triumph Trident 660: eccola dal vivo!

Nella sede della filiale italiana di Triumph abbiamo potuto (finalmente) vedere e toccare la nuova roadster inglese. E le sorprese non sono mancate, a cominciare dalle dimensioni: nelle foto iniziali sembrava piccola, in realtà è una moto compatta ma "gratificante" e accogliente anche per piloti di alta statura. Ora attendiamo di provarla: il test su strada è in programma all'inizio di dicembre
È attesa come non accadeva in casa Triumph dai tempi del lancio della Bonneville nel lontano 2001, sia dai concessionari sia dai clienti. Stiamo parlando della Trident 660, la nuova roadster "di accesso" della casa inglese.
Di lei conoscevamo già le caratteristiche tecniche e le ricche dotazioni di serie (qui trovate la presentazione e i dati tecnici), ma... nessuno l'aveva ancora vista dal vivo. Finalmente oggi l'abbiamo potuta vedere, toccare e metterci le gambe sopra, anche se da fermi. Possiamo quindi iniziare a raccontarvela, in attesa di potervi offrire anche le impressioni di guida (per quellle dovrete attendere fino all'inizio di dicembre). 


Non è una "classica"
Trident è un nome storico in casa Triumph: agli appassionati del marchio inglese richiama alla mente il leggendario modello del 1968, il primo dotato del motore a tre cilindri che col tempo sarebbe diventato un po' il simbolo dell'azienda. Negli anni 90 arrivò la seconda generazione di Trident: si chiamava così il modello del rilancio del marchio inglese, la stradale con motori 750 e 900 alla base dell'intera gamma. E infine arriviamo ai giorni nostri con la terza generazione della Trident, ora con un bel tre cilindri da 660 cm3. Una cosa è certa: il nome è "storico", ma questa moto non è la riedizione moderna di un modello del passato (come sono invece le "modern classic" Bonneville e Scrambler, per restare in casa Triumph). E non è nemmeno una naked sportiva come la sorella Street Triple 765, che infatti rimane in listino nelle sue varie versioni.
A sinistra, la Trident del 1969; a destra, la versione presentata negli anni 90.

Una moto facile
La Trident invece è una stradale, anzi una "urban roadster" (così la definisce il marketing Triumph): una moto facile e divertente che si getta in un segmento affollatissimo di proposte giapponesi apprezzatissime dal pubblico: basti pensare alle varie Kawasaki Z 650 (7.090 euro), alla Honda CB 650 R (7.990 euro) e alla Yamaha MT-07. (6.799 euro). Rispetto alle concorrenti, la Trident 660 ha il vantaggio di portare in un segmento entry level dei contenuti tecnici che di solito fanno parte di categorie di fasce di prezzo e cilindrate superiori, come le due mappature del motore (Road e Rain), l'acceleratore Ride by Wire, il controllo di trazione e lo schermo TFT a colori.
Design elegante e sportivo, linee minimaliste... La Trident 660 è tutto questo.

Stile italiano
Ora che l'abbiamo vista, possiamo anche dire che la Trident è davvero bella, molto più che in foto. Ma non è una sorpresa: dietro le linee sinuose e accattivanti di questa naked, scusate di questa roadster, c'è la mano di un designer italiano, Rodolfo Frascoli, noto e apprezzato in tutto il mondo. Dal vivo possiamo assicurarvi che questa moto ha anche una presenza "scenica" notevole. In foto sembra una moto minuta, dal vivo è invece una roadster "muscolosa" ed elegante dalle dimensioni importanti, di quelle che gratificano senza mettere in difficoltà il pilota: l'altezza della seduta ridotta (soli 80 cm da terra) e il peso in ordine di marcia di soli 189 kg permettono anche a chi non è un gigante di appoggiare saldamente i piedi a terra e spostare la moto nelle manovre senza faticare. Ultima, importante dote: il prezzo d'acquisto sotto la soglia "psicologica" degli 8.000 euro. La moto sarà disponibile da fine gennaio, inizio febbraio, in ben quattro vartianti grafiche: Sapphire Black, Crystal White, Silver Ice&Diablo Red e Matt Jet Black&Matt Silver Ice. Ancora un paio di settimane di pazienza e vi racconteremo come va su strada. Restate sintonizzati...
 
 
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