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Ferrari V8 in una moto: Andreas Georgeades l’ha fatto

L’ex pilota canadese, ora meccanico geniale e altrettanto folle, ha costruito un prototipo con il motore di una vecchia Ferrari 308. Ne ha fatti anche altri due con il V6 della Dino: non contento, ha messo il turbo

Ferrari V8 in una moto: Andreas Georgeades l’ha fatto
250 cavalli(ni)
Andreas Georgeades è un ex pilota (podio al TT) che ha deciso di dedicare la sua carriera di elaboratore alla realizzazione di prototipi velocissimi. Il punto forte delle moto di Andreas è sempre il motore, che spesso arriva direttamente dal mondo delle quattro ruote. Oltre ad una Honda 600 con engine swap di un quattro cilindri da auto (sempre Honda), il folle preparatore ha dedicato molte ore in garage alla realizzazione di moto con motore Ferrari. Il primo esperimento è quello di un propulsore Ferrari V6, proveniente da una Dino e trapiantato in una Honda CBX. Non contento dei 200 CV del V6, Andreas ha concentrato i propri sforzi su un 8 cilindri, più precisamente il V8 della Ferrari 308. I cavalli salgono a quota 250. Il cuore italiano è stato ospitato da un telaio in alluminio costruito a mano, con reparto sospensioni proveniente da una Kawasaki Ninja 900. Le modifiche principali al motore riguardano la trasformazione della trasmissione ad albero in una più convenzionale a catena e quella della distribuzione, modificata a cinghia. Il sistema di alimentazione, invece, è un ibrido composto da carburatori anteriori Yamaha V-Max e posteriori Suzuki GS1100. I radiatori che smaltiscono la grossa quantità di calore prodotta dal V8 sono stati posizionati posteriormente per non aumentare troppo l’interasse della moto. Dopo l’esperimento del V8, poi, Andreas ha ripiegato per un altro V6. Per compensare la mancanza dei due cilindri, il V6 di questo terzo prototipo ha subito un intervento di "supercharging", grazie al compressore artigianale realizzato partendo dal pieno di alluminio. Una delle tre special è stata messa in vendita per 250 mila dollari: l'avreste comprereste?
COMMENTI
Ritratto di Carlo Recla
25 Luglio 2013 ore 22:20
Trascorro diversi mesi all'anno in Francia, dove le rotonde esistono da anni anche se l'origine credo sia britannica, e vorrei sommessamente osservare che non sono utilizzate come descritto. Per quanto ci riguarda, carenze del nostro Codice della Strada circa il loro utilizzo consentono a ciascuno di dire ciò che ritiene, anche su facebook ho letto inerpretazioni discutibili. Riguardo a chi crede che la precedenza spetti a chi va più veloce, a complicare le cose è il concetto di "precedenza di fatto" che purtroppo consente di buttarsi nella mischia se il veicolo in arrivo non rischia, nemmeno accelerando, di tamponare chi non ha rispettato la prescrizione.
Ritratto di xericos
26 Luglio 2013 ore 10:00
Secondo me la prima cosa da verificare è quella di aver ben collegato il cervello, fatto questo la prudenza la fa da padrone, purtroppo l'inciviltà di molti e la confusione del nostro codice della strada fanno il resto, è importante quando si sorpassa non solo di guardare eventuali frecce, accessorio ormai poco usato, ma verificate anche il movimento delle ruote, per capire se sta per spostarsi di corsia, se sorpassate nel traffico andate piano, non serve a nulla ed è pericoloso, inoltre se una persona è davanti a voi aspettate e non attaccatevi dietro, lo innervosite e andrà ancora più piano. Per le rotonde anche qui purtroppo non ci sono regole chiare, se fossero tutte con l'obbligo di dare la precedenza a chi è dentro molti incidenti si risolverebbero, senza tenere conto che spesso in rotonda troviamo benzina e diesel persi dai mezzi pesanti, con tutti i problemi del caso, anche in rotonda sarebbe gradita l'uso della freccia per segnalare la volontà di uscirne. Ciao
Ritratto di Carlo Recla
26 Luglio 2013 ore 18:16
Concordo con Xericos, anche se nei cimiteri, purtroppo, ci sono molti motociclisti che il cervello lo tenevano sempre ben collegato. D'accordissimo sull'uso delle frecce nelle rotonde (che non solo sarebbero gradite, ma addirittura obbligatorie), ma è più comodo far multe con l'autovelox, non solo da noi, ma anche in Svizzera dove recentemente mi hanno sequestrato la patente finché non ho portato 250 franchi perché, in una zona extraurbana a ridosso del confine, dove una volta non c'erano limiti e ora c'è quello di 60 kmh, andavo a 67 kmh con la mia Suzuki GSR dotata di tre poderosi freni a disco e in grado di superare i 200 all'ora!
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